SHARING THE LAND

SHARING THE LAND è un progetto in progress, un’opera senza confini, senza margini, senza separazione che mette insieme ciò che è diviso in un’epoca che tende ad alzare muri e a generare differenze culturali e sociali.

BOUNDLESS, 2018 è la prima mostra del progetto presso CASA SPONGE nelle Marche. Segue nel 2019 HEIMAT a Matera presso il Museo MusMa. E’ un cubo all’interno del quale sono contenute e mescolate le terre di diversa provenienza. Terre lontane, separate, con storie differenti sono riunite e incorporate simbolicamente tra loro, a richiamare la memoria di ciò che in origine era unito e adesso è diviso. Terre che si combinano e che si uniscono, alfabeto biologico che si mescola, culture che entrano in contatto e infine identità sovrapposte che si raccolgono in un unico impasto. Il Molteplice ritorna all’Unità, le separazioni si annullano per lasciare emergere un’idea non retorica di condivisione e fratellanza nella distanza, in uno “sharing the land” collettivo!

SHARING THE LAND è anche un’OPERA VIDEO generata dal contributo di tutte le performances delle parti invitate che ritraggono l’azione della raccolta della terra, del “rito” della condivisione, dell’atto del donare. Volti e voci, luoghi e azioni, nel procedere del video, finiscono per sovrapporsi fino quasi a creare un unico volto, un unico suono, un’unica terra.

HEIMAT – SHARING THE LAND, 2019. Musma Museo della Scultura Contemporanea Matera

a cura di Tommaso Evangelista. Dal 12 ottobre 2019 al 20 gennaio 2020

HEIMAT di Jasmine Pignatelli è un’opera ad alta intensità poetica che tocca la sfera individuale, collettiva e critica.
Su invito dell’artista, tredici manciate di terra sono state raccolte in tredici luoghi simbolo della recente storia d’Italia da altrettanti, emblematici, interlocutori. Sono piccoli cumuli di terra che si mescolano e che appartengono a luoghi della memoria, portatori di immagini e storie che hanno contribuito a creare una identità e una coscienza collettiva italiane. Nel cuore del Museo di Matera si mescolano, tra le altre, le terre del pozzo di Alfredino, della scuola di Barbiana, di Riace e Lampedusa, del quartiere Tamburi di Taranto, la terra su cui sorge l’albero dedicato a Giovanni Falcone e di un luogo d’arte come Morterone.
Uno “sharing the land” collettivo e condiviso in cui si celebra l’appartenenza a una ideale HEIMAT, complessa parola tedesca traducibile come “PATRIA” e dalla forte componente emozionale, emotiva e sentimentale.

Alla realizzazione di Heimat hanno contribuito gli studenti della V F del Liceo Classico “Giuseppe Tarantino” di Gravina in Puglia (BA). Gli allievi sono stati impegnati al MUSMA, per tre anni, in un progetto di Alternanza scuola – lavoro, guidati dai tutor scolastici prof. Tommaso Evangelista, prof.ssa Rosa Maria Spartà e dalla referente della cooperativa Synchronos, dott.ssa Simona Spinella.

Le terre di HEIMAT provengono da:

Pisa: Ego-Virgo The European Gravitational Observatory | Ostia Idroscalo: Luogo dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini  | Barbiana Vicchio di Mugello: Scuola di Don Lorenzo Milani | Vermicino: Il pozzo di Alfredino Rampi | Lampedusa: Hotspot, centro di accoglienza | Riace: Piazzetta “Donna Rosa” | Morterone: Museo di Arte Contemporanea all’aperto | Cereseto: Tempio Renkoji  | Montecchio Maggiore: Orto di nonna Zita coautrice con Alice Zannoni di un libro d’arte contemporanea | Castelnuovo al Volturno: Cippo funerario dello scrittore Giaime Pintor | Taranto: Quartiere Tamburi adiacente l’ex Ilva | Palermo: L’albero di Giovanni Falcone | Matera: Belvedere di Murgia Timone

 

BOUNDLESS – SHARING THE LAND, 2018. Casa Sponge, Pergola (PU)

Valeria Carnevali per Artribune in occasione della mostra presso CASA SPONGE (febbraio 2018). “L’intuizione di una mente completata dall’azione di molti. Terre che si mescolano, come si mescolano sangue e confini. Tutta l’umanità si raccoglie in punto, dove le differenze si completano e si annullano. Ce n’è bisogno, e l’arte continua a gridarlo.Sembra chiosare L’Aleph di Borges il lavoro di Jasmine Pignatelli che, come l’antecedente letterario, individua il punto nell’universo in cui si raccoglie multum in parvo, la totalità nell’infinitesimo: l’artista e urbanista italo-canadese lo colloca al centro della home gallery, con la forma di un criptico cubo di metallo. Chiede a undici artisti residenti in altrettanti angoli di mondo una manciata di terra locale.
Ognuno la raccoglie e la invia all’ideatrice, che, in un gesto performativo, le mescola e le inserisce nel cubo, incidendone le coordinate in superficie. Le argille secche del deserto e l’humus scuro della foresta diventano una terra sola, come le mani che lavorano sono la stessa mano, quella di un’unica umanità la cui discendenza è legata, nei secoli dei secoli, al rapporto con la madre terra. Bello e non didascalico il VIDEO: ogni artista ha ripreso l’atto della raccolta della terra, contribuendo con la propria sensibilità alla costruzione di un’opera collettiva. Pignatelli ha lanciato il sasso che ha determinato il moltiplicarsi di un’eco. Che non si spenga: il progetto è promettente e può crescere”.

1^ EDIZIONE
BOUNDLESS | Sharing the land
, 2018 
di JASMINE PIGNATELLI
11 artisti, 11 nazioni differenti, 11 terre, una sola destinazione:
CASA SPONGE – 43°33’29.28″N – 12°52’3.08″E  – Pergola (Pu)
a cura di Jack Fisher

con interventi di Manuela BedeschiSteve InghamRolf JacobsenMaria KorporalLenka Rayn HLawren SperaTarshitoFarzane Vaziri TabarCristiana Vignatelli BruniNacho ZubelzuGiovanni Gaggia

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